007 AL POLONIO

Spesso la realtà ha più immaginazione della fantasia. Ad esempio, non mi risulta (e ovviamente potrei sbagliarmi) che sia mai stato scritto un romanzo giallo dove l’arma del delitto è il POLONIO-210, un isotopo altamente radioattivo. Sarà forse perché gli scrittori hanno meno fantasia degli 007 in carne e ossa. Guardiamola un po’, quest’arma usata di recente a Londra. Per cominciare, è praticamente invisibile. Per avvelenare radioattivamente un individuo, ne basta una quantità infinitesima. Ma è invisibile anche perché il Polonio è così raro che nel mondo ne vengono prodotti circa 100 grammi all’anno. In natura, si trova si trova quasi esclusivamente nei filoni di uranio, ma in modestissime percentuali: 0,0001 grammi di polonio per ogni tonnellata di uranio. Era il 1897, quando i coniugi Curie s’imbatterono in questo strano elemento, e lo battezzarono Polonio, in onore della terra natale di Marie. Il polonio fu alla base delle prime bombe nucleari e, fino agli anni ’70, i russi lo hanno usato per dare energia alle navicelle spaziali. Tutt’oggi è usato, in quantità nanoscopiche, in alcune applicazioni industriali, dove c’è bisogno di rimuovere l’elettricità statica. Il Polonio-210 è una variante assai particolare. Si tratta di uno dei 25 isotopi (atomi con maggior numero di neutroni) del polonio, che sono tutti radioattivi. Però il 210 è il più cattivo: emette particelle alpha in enormi quantità. Le quali, se irradiate dentro al corpo umano, provocano immediate mutazioni genetiche. Il Polonio-210 è letale solo se ingerito o inalato. A qualche centimetro di distanza dalla pelle, non provoca effetti particolari. In ogni caso, non dev’essere facile andare in giro con qualche milligrammo di Polonio-210 in tasca. Ma la cosa più difficile è fabbricarlo. Solitamente bisogna prendere del Bismuto-209 e bombardarlo di neutroni. Però si può andarlo a cercare tra le scorie dell’uranio usato nei reattori. In poche parole, per farsi un po’ di Polonio-210 bisogna disporre, o di un acceleratore di particelle, odi un reattore nucleare. Oltremodo bisogna fare in fretta: al contrario del Polonio-209 che ha un’emittività di 103 anni (ogni 103 anni la metà degli atomi decade in un altro elemento), il Polonio-210 ha un tempo di dimezzamento di appena 138 giorni. E’ la realtà che sovrasta la fantasia. E che racconta di un delitto, dove l’arma usata lascia dietro di sé un inspiegabile scia d’informazioni. Come qualunque giallista potrà confermarvi, non è stato di sicuro il maggiordomo.


Postato da Vito

06 dicembre 2006

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col contributo della redazione di seiart.com