Tutti gli uomini del Presidente

Dopo appena nove mesi, il governo guidato dal professor Prodi, non ottiene la fiducia al Senato. Il capo dell’armata Brancaleone scivola sul rifinanziamento della missione in Afghanistan. Il teatrino della politica, mette in scena i suoi attori migliori: Sergio Pininfarina, senatore a vita dal 2005, da lungo tempo latitante dall’aula di palazzo Madama, viene ricondotto al senato dallo stesso Piero Fassino segretario dei DS. Il senatore entra e và a sedersi sui banchi di FI, vota contro il governo e rientra nella sua latitanza come se volesse dire:”non venite più a disturbarmi ho altro da fare”. Senatore Luigi Pallaro: Nato in provincia di Padova, emigrato in Argentina 50 anni fa, industriale. Alla veneranda età di 81 anni, incontra sulla sua via Mirko Tremaglia ne rimane folgorato, si ricorda di essere italiano, decide di fare qualcosa per il suo paese, si fa eleggere senatore, dichiara di voler appoggiare il governo, ottiene in cambio cospicui finanziamenti circa 14 milioni all’anno per gli italiani all’estero e per la valorizzazione degli imprenditori italiani. Preso il bottino, se ne ritorna in Argentina ma il 21 febbraio sente chiaramente dentro di se che può fare ancora qualcosa, prende un aereo si fionda a Roma e vota contro il governo. Senatore Franco Turigliatto: poche idee ma confuse, ex esponente di democrazia proletaria, nel 1991 entra a far parte di rifondazione comunista, diventa membro della direzione nazionale e dirigente di una minoranza interna al PRC chiamata “Bandiera Rossa”. Abituato a fare opposizione, vota contro il governo Prodi. Senatore Fernando Rossi: eletto nelle Marche tra le fila dei comunisti italiani, viene avvistato per la prima volta in quel di Vicenza in occasione della manifestazione contro la base U.S.A. Vaga per la città con un cartello al collo, in un evidente stato confusionale, tornato a Roma, vota contro il governo nella speranza di mettere a tacere la sua coscienza. Rientrato a Ferrara fonda “L’officina comunista”. Senatore Sergio De Gregorio: si definisce giornalista-imprenditore, iscritto al PSI è passato poi a FI. Nelle ultime elezioni si è presentato nelle liste di Antonio Di Pietro, eletto al senato, diviene presidente della commissione difesa, con i voti di FI. Esce dall’Italia dei Valori e fonda un suo movimento (italiani nel mondo). Insieme a Mastella, difende a spada tratta la chiesa cattolica, sogna di rimettere in piedi la vecchia Democrazia Cristiana.
Squillino le trombe, rullino i tamburi. Signore e signori:”LA STAR”.
Senatore a vita Giulio Andreotti: ex DC, 7 volte Presidente del Consiglio, 8 volte Ministro della difesa, 5 volte Ministro degl’esteri, 2 volte Ministro delle finanze, 1 volta Ministro del tesoro, 1 volta Ministro degl’interni, da sempre in politica. Processato per associazione mafiosa, assolto in primo grado. Nel 2003, la corte d’Appello di Palermo, conferma l’assoluzione ma solo per i fatti posteriori al 1980, ritenendo che prima di allora, Andreotti abbia dimostrato una seria concreta e continuata collaborazione con personaggi legati alla mafia. Siede ancora nel Senato della Repubblica.
Tanti auguri Professore…….