NAPUL’è………..

In questi giorni, purtroppo, siamo tempestati di tragiche notizie provenienti appunto da Napoli dove, a causa della camorra, la situazione sta diventando invivibile....... Premesso ciò, visto che a scrivere è proprio un partenopeo che è fiero di esserlo, sembra opportuno fare alcuni ragionamenti. In tv fanno vedere solo quello che ritengono opportuno, questo, per strumentalizzare quella che gia di per se è una situazione complicata e, che quindi non avrebbe bisogno di ulteriori inasprimenti. Guardando i servizi televisivi, chiunque abbia un minimo di buon senso e non conosca Napoli, è portato a pensare che essa sia molto simile a Sodoma e Gomorra. Ma non è cosi, Napoli conta un numero di abitanti che si aggira attorno ai due milioni e, non posso credere che tutte queste persone siano camorriste o malavitose…. La dura realtà è che Napoli è una città povera dove, la maggior parte della gente, lotta per dare da mangiare ai propri figli, una delle città con il tasso di disoccupazione più alto d’Italia e forse d’Europa, per dirla con una metafora medica: un corpo robusto magari sopporta una malattia, ma uno malandato e debole viene sopraffatto da essa. Per questo la gente non ha la forza di combattere questa piaga. Mi fanno ridere poi tutti i nostri governanti che propongono di mandare l’esercito a placare la situazione…. è da un mese che ci penso e ancora non capisco in che modo, questo provvedimento potrebbe aiutare i cittadini, visto che , non esiste un solo camorrista che si metta ad urlare in mezzo alla strada di essere un malavitoso. La sporca e amara realtà è che la camorra è ormai un cancro inestirpabile che affligge Napoli e questo, è da ricondurre solo alle stesse istituzioni, alle forze dell’ordine e a tutti i servizi pubblici che sono state contagiate. Ormai la situazione è inestirpabile perché chi vi dovrebbe trovare rimedio ne fa pienamente parte, logicamente il resto lo fa l’omertà delle semplici persone che vanno a lavorare e che devono rompersi le ossa per arrivare a fine mese dignitosamente ma, ciò è comprensibile perché , chiunque anteporrebbe il bene della sua famiglia a quello della società. Lo spunto di riflessione o di azione, deve dunque partire da qualcuno lontano dalla realtà partenopea, che si impegni prima di tutto a migliorare le condizioni di vita di Napoli e del sud Italia in generale e ciò andrebbe fatto non con armi ed eserciti ma, solo con l’onestà da parte dei governanti e la volontà di voler mettere davvero a posto le cose e non con indifferenza e falsa indignazione in occasione di eventi tragici che creano scalpore nell’opinione pubblica.